Il caso

Colle Oppio: Ghera (FdI), «Non c’era alcuna morosità, ecco le prove»

Si riaccende la polemica sulla sede di Colle Oppio: il capogruppo di FdI in Campidoglio, Fabrizio Ghera, ha presentato il carteggio col Campidoglio annunciato al DiariodelWeb.it da Rampelli

Il Sindaco di Roma, Virginia Raggi
Il Sindaco di Roma, Virginia Raggi (ANSA)

ROMA – In Commissione Trasparenza sono stati presentati i bollettini che testimoniano i pagamenti effettuati negli ultimi cinque anni: «Erano tutti quelli che erano pagabili» sono state le parole di Fabrizio Ghera,  che ha proseguito «Vogliamo così dimostrare che quando sono stati apposti i sigilli alla sede di Colle Oppio non vi era morosità». L’esponente di FdI ha poi denunciato come, a fronte di una memoria di giunta che bloccava gli sgomberi e, l’amministrazione Raggi ne ha eseguito solo uno: quello contro la sede di FdI-An.

Ricorso al Tar – La battaglia intrapresa dal movimento guidato da Giorgia Meloni, però, è destinata a uscire dalle sedi della politica romana: «Nel frattempo – ha annunciato Ghera – mentre portiamo l'argomento all'attenzione della commissione capitolina, i legali del partito stanno lavorando ad un ricorso al Tar». Le mura che ospitano una sede di Fratelli d’Italia, rappresentano un pezzo di storia importante della destra politica e culturale italiana. «Colle Oppio – come aveva raccontato al DiariodelWeb.it, il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, Fabio Rampelli – aveva intrapreso un percorso per cercare di ricomporre un sentimento comunitario tra i giovani e un perimetro di convivenza civile nel rispetto delle differenze tra Destra e Sinistra, dopo una stagione di odio tra giovani della stessa età, ma di differenti ideologie».

I sigilli come discriminazione politica – Il locale di Colle Oppio che oggi ospita la sede di FdI, era stato eretto a punto di ritrovo dagli esuli istriani e dalmati nel secondo dopoguerra. «Le carte del Dipartimento Patrimonio – ha aggiunto Ghera – parlano di mancanza di areazione ed illuminazione e del fatto che l'immobile si trova un metro e mezzo sotto il terreno ed è dunque un sotterraneo: non può essere affittato per altra attività». Per questo, secondo Fratelli d’Italia, le dichiarazioni sulla restituzione alla città del locale sono volte a distogliere l'opinione pubblica e sono senza fondamento: «l'unico utilizzo dei locali può essere a fini associativi». Un altro interrogativo – secondo il consigliere Ghera – riguarda la valutazione dell'immobile, «ovvero 11 euro a metro quadro per un sotterraneo mentre per altri uffici centrali era molto, molto, inferiore». I mandanti, dunque, secondo Fratelli d’Italia sono politici: «Per l'occupazione del centro sociale Corto Circuito sono state fatte trattative, per Colle Oppio, invece, si è proceduto con lo sgombero. È una discriminazione politica lesiva della libertà, soprattutto perché quando il Comune ha voluto rimettere mano alle concessioni, quella di Colle Oppio era l'unico locale del comune occupato da un partito di destra su centinaia e migliaia di realtà».